L’ossidazione è un processo naturale nella vinificazione, in cui il contatto con l’ossigeno gioca un ruolo cruciale. Questa reazione può influenzare in modo significativo il carattere e la qualità del vino.

Se gestita con attenzione, l’ossidazione può arricchire la complessità e la profondità del vino, contribuendo al suo bouquet e al profilo aromatico. Al contrario, se non controllata adeguatamente, può generare aromi e sapori indesiderati, compromettendo l’espressione voluta del vino.

Un apporto lento di ossigeno durante l’affinamento aiuta il vino a svilupparsi e a rivelare il suo potenziale aromatico. Un’eccessiva ossigenazione, invece, può provocare note ossidative come mela ammaccata, burro, spezie al curry o nocciola.

Comprendere i meccanismi dell’ossidazione è fondamentale per gestire correttamente questo fenomeno e adottare soluzioni efficaci per prevenire danni ossidativi. Tradizionalmente, si utilizzano sostanze chimiche come i solfiti (SO₂) e l’acido ascorbico per contrastare l’ossidazione. Tuttavia, l’ interesse sempre maggiore dei consumatori verso vini con meno additivi chimici ha spinto la ricerca verso nuove strategie naturali. Tra queste, l’impiego di lieviti non-Saccharomyces selezionati e derivati inattivati di lievito specifici, che contribuiscono a limitare il rischio ossidativo.

Leggi il nostro articolo tecnico per approfondire i meccanismi dell’ossidazione del mosto e del vino, e scoprire come le soluzioni biologiche possano aiutarti a gestire le potenziali criticità.

Pubblicato  21 ago 2025 | Aggiornato 25 ago 2025

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