Ripensare la nutrizione del lievito oltre l’APA con micronutrienti funzionali: gocce lipidiche, vitamine e minerali

Il successo della fermentazione alcolica non dipende solo dall’APA, anche quando l’azoto assimilabile è presente a livelli considerati adeguati, le fermentazioni possono rallentare o arrestarsi, evidenziando l’importanza di una nutrizione più completa e funzionale. Lipidi, vitamine, minerali e altri micronutrienti svolgono infatti ruoli essenziali nel metabolismo del lievito, nella resistenza agli stress e nelle prestazioni fermentative.

In questo contesto, le gocce lipidiche stanno emergendo come fattori chiave per la sopravvivenza del lievito durante la fermentazione alcolica. Parallelamente, i derivati di lieviti non-Saccharomyces rappresentano una fonte innovativa per aumentare la diversità nutrizionale in vinificazione, in particolare grazie al loro profilo lipidico diversificato.

Per rispondere a queste esigenze nutrizionali abbiamo selezionato:

  • uno specifico autolisato di lievito da Metschnikowia pulcherrima Mp77, naturalmente ricco in gocce lipidiche, acidi grassi polinsaturi — PUFA — e vitamine;
  • uno specifico autolisato da Saccharomyces cerevisiae Sc88, che apporta vitamine, minerali e azoto organico in modo bilanciato.

Insieme, questi due autolisati offrono un supporto nutrizionale mirato, contribuendo a mantenere le prestazioni del lievito anche nelle condizioni fermentative più sfidanti.

Quale è il ruolo fondamentale delle gocce lipidiche per Saccharomyces cerevisiae durante la fermentazione?

Le gocce lipidiche — o goccioline lipidiche, dall’inglese lipid droplets — sono come piccole riserve di grassi (steroli e acidi grassi) all’interno della cellula del lievito.

Oggi si è compreso che non sono semplici “depositi passivi”, ma vanno considerate strutture dinamiche che aiutano il lievito a gestire il metabolismo lipidico, a proteggersi dagli stress e a mantenere la funzionalità cellulare.

Durante la fermentazione alcolica, il lievito è esposto a molteplici fattori di stress:

  • pressione osmotica, dovuta alle alte concentrazioni zuccherine;
  • aumento progressivo del tenore alcolico;
  • acidità variabile;
  • limitazioni nutrizionali;
  • variazioni di temperatura;
  • bassa disponibilità di ossigeno.

In queste condizioni, il lievito ha bisogno di mantenere la propria membrana cellulare efficiente, perché attraverso la membrana assorbe zuccheri e nutrienti ed espelle metaboliti. Le gocce lipidiche funzionano quindi come una sorta di serbatoio di emergenza, in grado di fornire lipidi quando il lievito ne ha bisogno.

Contribuiscono infatti a:

  • supportare la funzionalità della membrana cellulare del lievito durante la fermentazione alcolica;
  • fornire riserve lipidiche quando i nutrienti diventano limitanti;
  • contribuire a preservare il potenziale qualitativo del vino.

Perché la nutrizione del lievito va oltre il solo azoto?

L’APA rimane un indicatore importante per valutare il fabbisogno nutrizionale del lievito; tuttavia, non riflette completamente le sue esigenze metaboliche durante la fermentazione.

Il lievito necessita anche di:

  • lipidi e steroli per la funzionalità della membrana;
  • vitamine per l’attività enzimatica;
  • minerali per il metabolismo cellulare;
  • fattori di sopravvivenza per mantenere la vitalità in condizioni di stress.

Le attuali condizioni climatiche, come temperature elevate e siccità, influenzano la naturale disponibilità di questi composti.

Anche quando i livelli di APA sono sufficienti, carenze di lipidi, vitamine o minerali possono portare a:

  • fermentazioni lente o arresti fermentativi;
  • ridotta vitalità del lievito;
  • minore tolleranza agli stress;
  • cinetiche fermentative meno regolari;
  • riduzione della qualità del vino.

Per questo, strategie nutrizionali più complete e basate sulla funzionalità del lievito risultano fondamentali per favorire fermentazioni sicure, regolari e qualitative.

Come trasformiamo le conoscenze scientifiche in soluzioni mirate?

PERFORMENS M™ nasce dalla nostra esperienza nella fisiologia del lievito, nella selezione dei ceppi e nella produzione di autolisati, integrata con le più recenti conoscenze sul ruolo delle gocce lipidiche come fattori di sopravvivenza durante la fermentazione.

Questa soluzione combina due autolisati complementari:

  • Metschnikowia pulcherrima Mp77
  • Saccharomyces cerevisiae Sc88

per offrire un supporto nutrizionale più ampio, mirato e funzionale al metabolismo del lievito.

Cosa rende unico l’autolisato di Metschnikowia pulcherrima Mp77?

Non tutti i nutrienti derivati da lievito offrono lo stesso supporto funzionale.

L’autolisato di Metschnikowia pulcherrima Mp77 nasce da un ceppo non-Saccharomyces selezionato per la sua composizione specifica e prodotto attraverso il processo dedicato OYA™. Si caratterizza per un profilo particolarmente ricco in:

  • gocce lipidiche;
  • acidi grassi polinsaturi — PUFA;
  • vitamine del gruppo B;
  • micronutrienti funzionali.

Questo insieme di componenti contribuisce a supportare il lievito in fermentazione, soprattutto in condizioni di stress o squilibrio nutrizionale.

Grazie alla sua diversità lipidica, l’autolisato Mp77 rappresenta un’evoluzione rispetto alla nutrizione tradizionalmente centrata sull’azoto, introducendo un approccio più funzionale e completo al supporto del metabolismo del lievito

Qual è il ruolo dell’autolisato di Saccharomyces cerevisiae Sc88?

L’autolisato di Saccharomyces cerevisiae Sc88 è stato selezionato per il suo profilo nutrizionale bilanciato. Apporta:

  • azoto organico, sotto forma di aminoacidi e piccoli peptidi;
  • minerali;
  • ulteriori fattori di sopravvivenza del lievito.

In combinazione con Mp77, contribuisce ad ampliare il profilo nutrizionale complessivo, supportando il metabolismo del lievito durante tutta la fermentazione.

Questa composizione specifica aiuta a mantenere:

  • la funzionalità cellulare del lievito;
  • la regolarità della fermentazione;
  • la qualità sensoriale del vino;

in particolare in condizioni difficili..

In che modo PERFORMENS M™ migliora l’affidabilità della fermentazione?

PERFORMENS M™ va oltre la semplice correzione dell’APA, offrendo un supporto nutrizionale più ampio e funzionale al metabolismo del lievito.

È particolarmente utile in condizioni fermentative sfidanti, come:

  • mosti ad alto contenuto zuccherino;
  • bassa disponibilità di nutrienti assimilabili;
  • annate calde;
  • mosti fortemente chiarificati;
  • elevato stress fermentativo.

Grazie all’apporto di micronutrienti funzionali, PERFORMENS M™ aiuta a:

  • mantenere l’attività del lievito dall’inoculo fino a fine fermentazione;
  • garantire il completamento della fermentazione;
  • migliorare la regolarità tra vasche;
  • ridurre il rischio di deviazioni fermentative.

FAQ (domande frequenti)

No. La composizione dei nutrienti organici può variare significativamente in base ai ceppi di lievito, alle materie prime e ai processi produttivi impiegati, soprattutto per quanto riguarda lipidi, vitamine, minerali e fattori di sopravvivenza del lievito.
Sì, ma i loro livelli dipendono dal grado di maturazione dell’uva, dalla chiarifica e dalle condizioni climatiche. I mosti fortemente chiarificati possono risultare carenti di questi composti.
Le gocce lipidiche sono importanti perché aiutano il lievito ad adattarsi agli stress fermentativi, supportano la funzionalità della membrana cellulare e contribuendo a mantenere la vitalità del lievito fino al completamento della fermentazione.
Sì. Oltre all’azoto, il lievito necessita di lipidi, vitamine e minerali, fondamentali per sostenere il metabolismo cellulare e la resistenza agli stress, in particolare nelle fasi finali della fermentazione.
Perché alcune specie non-Saccharomyces, come Metschnikowia pulcherrima, offrono un profilo compositivo particolarmente ricco in lipidi e micronutrienti, contribuendo a un supporto funzionale complementare per il lievito durante la fermentazione.
Un approccio nutrizionale basato sulla funzionalità mira a fornire al lievito una combinazione bilanciata e metabolicamente coerente di nutrienti e fattori di sopravvivenza, per sostenerne le prestazioni lungo tutta la fermentazione, andando oltre la sola correzione dell’azoto.

Pubblicato  22 giu 2026 | Aggiornato 2 lug 2026

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