Documenti tecnici

Risparmio energetico in cantina? Questione anche di lievito

I risultati di uno studio volto a valutare e quantificare  il potenziale risparmio energetico ottenibile grazie a una gestione sostenibile del processo di fermentazione del vino base spumante e all’uso di un nuovo lievito (Lalvin ICV Okay) , caratterizzato dalla capacità di adattarsi a un ampio intervallo di temperature e dalla bassa produzione di SO2. L’impiego di Lalvin ICV Okay  permette di ottenere  vini di alta qualità fermentando a temperature meno restrittive e, dunque, di risparmiare energia fornendo così un vantaggio economico per il produttore. Inoltre, l’impiego di tale lievito permette di ottenere un processo di vinificazione più sostenibile, con bassa produzione di SO2, basso consumo di energia e di conseguenza di proporre strategie di etichettatura ecologica e politiche di premium price che danno al prodotto un grande valore aggiunto, rappresentando così un vantaggio anche in termini di marketing. Lavoro pubblicato su Corriere Vitivinicolo nell'ambito del progetto Tergeo Lavoro pubblicato su American Journal of Enology and Viticulture

L’influenza dei batteri enologici sul profilo sensoriale dei vini bianchi: dalla scienza alla degustazione

di Anthony Silvano, Magali Deleris-Bou , Sibylle Krieger-Weber   Quali composti sensorialmente attivi vengono prodotti durante la fermentazione malolattica e quali possono contribuire positivamente alle caratteristiche organolettiche dei vini bianchi? Recenti studi condotti su Riesling e Chardonnay hanno analizzato questi aspetti contribuendo a una migliore comprensione dell'impatto organolettico di differenti ceppi batterici selezionati.   Articolo pubblicato su OICCE TIMES, n.68 - Autunno 2016

Wine expert: Arresti di fermentazione, cause e soluzioni

Nonostante i numerosi studi indirizzati alla comprensione sempre più dettagliata del problema, gli arresti di fermentazione restano un’incognita non del tutto risolta in ambito enologico. In ogni annata una percentuale più o meno rilevante della produzione va incontro a blocchi fermentativi, e sebbene non manchino le soluzioni, l’impiego di tempo e lavoro in cantina per risolvere il problema resta un’inconveniente non trascurabile. Wine Expert n° 9

Controllo dei precursori varietali dei fenoli volatili e del Brettanomyces mediante utilizzo di batteri lattici selezionati

Sibylle KRIEGER-WEBER, Magali DELERIS-BOU, Ann DUMONT, J. Francesco LO PARO, Paola VAGNOLI. Dall'uva alla bottiglia ogni fase del lavoro in cantina ha un’influenza determinante sulla qualità del vino finale. I cambiamenti climatici e le variabili dovute all'annata influiscono sulla qualità della materia prima, sui livelli zuccherini e sul pH. Anche la presenza di microrganismi è soggetta a forti cambiamenti, dato che i livelli zuccherini e di pH influenzano grandemente la microflora indigena nel mosto. Le complesse interazioni tra microrganismi del mosto e del vino devono essere gestite dall'enologo non solo durante la fermentazione alcolica e malolattica ma anche durante le prime fasi di affinamento. Ad esempio Brettanomyces, preferendo pH più elevati per crescere, è molto influenzato dalla matrice in cui si trova oltre che dai microrganismi con cui deve condividere il suo habitat. Pubblicato su INFOWINE 2015, n.11/2

Batteri Lallemand: facili nell'utilizzo, semplici nella logistica

Spedizione refrigerata non più indispensabile: La qualità e le prestazioni dei batteri MBR® e 1-STEP® sono garantite anche quando c’è un’interruzione della catena del freddo per un breve periodo di tempo. Batteri MBR®: La reidratazione non è più necessaria: basta aprire la confezione e aggiungere al mosto o vino! Facili nell'utilizzo, semplici nella logistica
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